venerdì 22 novembre 2013

Counseling a tavola | Perfezione od unicità?...

...ovvero il dubbio tra essere unici e speciali o perfetti e tutti uguali.


Ed eccoci qui per un nuovo appuntamento con nuova rubrica "Counseling a tavola", dedicata agli articoli a cura della nostra counselor Chiara Marturano. A lei, dunque la parola.

Molto del lavoro che svolgo consiste nella ricerca di materiale per preparare laboratori e incontri di counseling.
La scorsa settimana, mentre leggevo un quotidiano on-line, sono rimasta colpita dal titolo di un servizio di gossip: "Il corpo perfetto di" ed il nome della modella di turno. Poche righe accompagnavano le foto di lei nuda o vestita (si fa per dire) in pose plastiche.

Incuriosita ho cercato il nome della mannequin abbinato al termine perfezione. Risultato: secondo i giornali la modella ha un corpo perfetto, una famiglia perfetta, una linea perfetta dopo la gravidanza, un comportamento perfetto come fidanzata, è una casalinga perfetta e così via.
Perfetta perché: è magra, ha un seno abbondante, un viso con i lineamenti perfetti, corporatura tonica, niente cellulite, è ricca, è famosa.

Non riesco a levarmi dalla testa tutti i superlativi attribuiti a questa wonder woman moderna. Il confronto e lo sconforto sono dietro l’angolo: nonostante gli sforzi possibili, tutto ciò è inarrivabile e, sotto ogni punto di vista, rischio solo la sconfitta. Tutto non sarà mai abbastanza.

Mi sono, allora, fermata sul termine "perfezione".
Ma perfetta rispetto a chi? A cosa? E per chi? Lo è per me perché l’immagine che ho della perfezione è quella oppure lo è per la suggestione del titolo e per trent’anni di input sociali che mi hanno indotta a dare quasi per scontato quel “perfetto”? Lo dicono i giornali, lo dice le tv... e ne sono convinta anche io, o quasi.

La ricerca della perfezione diventa frustrante ed è destinata al fallimento. Allora perché vogliamo essere perfetti? Perché non basta essere belle o belli? O addirittura considerarci speciali ed unici?

Continuo nella mia ricerca e per "perfezione" trovo la seguente definizione: esente da difetti, non suscettibile di miglioramenti (Treccani on line). Wow! Non conosco nessuno che sia privo di difetti o non migliorabile.

Non solo, in questa definizione non c’è nulla sulla bellezza. E che per essere belle o belli bisogna essere perfetti, è tutta un’altra storia.
Detti popolari sulla bellezza ce ne sono moltissimi, essi suggeriscono qualcosa che con la perfezione non ha niente a che vedere: dal "non è bello ciò che bello, ma è bello ciò che piace" a “la bellezza è negli occhi di chi guarda” etc.

Provate a pensare alle persone che amate. Sono perfette? O sono “solo” belle? Che cosa amate in loro di loro? Magari in un tripudio di gaudio vi sarete ritrovate a dire “è perfetto!”. In che senso? Privo di difetti o perfetto per me? Se sono capace di amare un altro essere umano unico ed imperfetto, trovandolo perfino bello, perché IO, per considerarmi bella, devo essere perfetta?

Vediamo in altre persone cose meravigliose che in noi nemmeno notiamo oppure, al massimo, che minimizziamo e ridicolizziamo. Eppure sono proprio quei dettagli a fare di noi ciò che siamo: diversi da chiunque altro al mondo. Unici.

Provo a cercare la definizione di "unicità": il fatto che non esistono, per un elemento, altri uguali o simili. Solo un elemento del mio essere mi rende unico. Sono solo io così. Possiamo avere delle somiglianze ma uguali no.

Compito a casa: vi sfido a trovare un vostro difetto, o una cosa piccola che, tutto sommato, vi è molto cara e fa parte di voi. Quel qualcosa che vi rende unici e speciali.

Inizio io con uno dei miei e voi continuate con i vostri.

Ho uno dei due denti davanti più alto e sporgente dell’altro, è sempre presente in tutte le foto in cui sorrido e in cui continuo a sorridere nonostante il dente perché tutto sommato, da una certa distanza, manco si vede. Non riuscirei ad immaginarmi con i due denti davanti uguali.

Ed adesso tocca a voi!

3 commenti:

  1. che bello questo post! Devo dire che più passano glia anni e meno questo genere di "confronti" entrano in gioco, così almeno è per me. Ma mi piace molto questa sfida al difetto e vi partecipo molto volentieri.
    Difetto, ne posso mettere solo uno?
    Se i si guarda di fronte sembra quasi normale, ma di profilo spunta un bel naso lungo e ricurvo, importante. Sì, importante davvero. Quando avevo 17 anni circa, una persona della mia famiglia mi ha offerto di "rifarmi il naso". Ricordo che la cosa mi ha stupita e ferita, c'era qualcuno che attentava alla mia unicità, al mio essere profondo senza rendersene conto. Meno male che già allora io ne ero consapevole ed ho difeso il mio bel lungo naso, senza il quale non sarei quella che sono. Bisogna volersi bene: siamo tutti perfetti così come siamo!
    un abbraccio
    Su

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  2. Ciao! Grazie per il contributo :D Il percorso di crescita e miglioramento può anche comportare la decisione di modificare cose di sè, sia nel comportamento che anche nel fisico ma la decisione è da prendere con "consapevolezza" come dici tu e non sulla base delle aspettative degli altri. In caso contrario il rischio potrebbe essere quello di risultare, forse, più accettabile e accettato dagli altri ma con difficoltà nel riconoscere se stessi.. Ecco! mi hai dato un ottimo spunto per il prossimo articolo :D

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