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| ©ricetteveg.com |
Come sapete, ma anche no, cerco sempre di
rimanere appresso a Salutiamoci perché mi piace molto moltissimo l'iniziativa:
questo mese sono agli sgoccioli e forse mi perderò il miglio. Ma non è ancora
detta l'ultima parola! Con il nuovo anno, poi, si sommano tante altre
iniziative che trovo lodevoli e che vorrei non perdermi, ma io sono un diesel e
fatico a carburare! Poi, quando comincio, è fatta eh... tutto sta nel
cominciare! Così ho pensato, che per la prima battuta, avrei potuto prendere
due piccioni con una fava, non certo per farli al forno questo è chiaro!,
dedicando questo post a due appuntamenti che vorrei non mancare,
anche perché sono a cura di due persone speciali: la Bibi ed Annalisa.
Ma andiamo con ordine:
NAMASTE', UNA RACCOLTA PER MEAT
ABOLITION WEEK 19-26 GENNAIO 2012 | a cura di Annalisa, ai più conosciuta
come Neofrida.
Namasté è una mini-raccolta di ricette che vuol
sensibilizzare l'opinione pubblica e che vuol dimostrare quanto sia facile e
gustoso mangiare senza crudeltà in appoggio alla Settimana mondiale senza
carne: dato il nostro presupposto, potevamo mancare di partecipare? No, mai. E'
una cosa importante, perché avvicinarsi ad una scelta di consapevolezza e di
compassione - a partire anche dalle nostre tavole - significa compiere una tre
le scelta migliori per la nostra salute, per l'ambiente, per l'evoluzione etica
e spirituale degli individui e per la responsabilità che abbiamo verso tutti
gli altri esseri viventi di questa terra. Ecco perché non possiamo mancare di
partecipare, perché ci crediamo profondamente.
LA RUBRICA DELLA TAVOLA
ROTONDA, UN PENSIERO ED UNA RICETTA
AL MESE | a cura di Barbara, ai più conosciuta
come Bibi.
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| ©latavolarotonda |
La rubrica della Bibi è una bellissima occasione
per fermarsi un attimo e riflette, di mese in mese secondo un tema differente.
L'idea è molto bella perché ci da l'opportunità di scambiarci opinioni e
riflessioni, un po' come se fossimo tutti riuniti in una grande cucina spadellando
e chiacchierando tutti insieme, come succede nella realtà della famiglia.
Insomma come fossimo una grande famiglia allargata telematica dove ci si può
confrontare a suon di forchette, biscotti e pensieri: bellissimo. E poi non
avrei potuto di certo mancare il primo appuntamento con un tema così a me
caro... il "buonismo", eheheh.
Cominciamo dunque!
Il buonismo.
Il neologismo buonismo è di recentissima
introduzione nel vocabolario italiano: è statao inserito nello Zingarelli solo
nel 1995 con la definizione di "atteggiamento bonario e tollerante che
ripudia i toni aspri del linguaggio politico".
Questo é il significato originario, ma la lingua
si evolve, anche solo in una manciata di decenni, e le cose cambiano: da un
punto di vista pragmatico si dice, infatti, che "il contesto in cui una
data parola si utilizza, influisce sull'interpretazione del significato, e
l'intenzione del parlante ha un ruolo notevole". Cosa significa?
Significa che una data parola muta la propria forma e la propria sostanza in
funzione dell'utilizzo che se ne fa, in funzione del sistema all'interno del
quale è utilizzata ed in funzione del significato di cui è caricata tramite la
comunicazione comune. Un esempio molto banale della modificazione della nostra
lingua "da dizionario" in favore di quella "parlata" è lo
stravolgimento dei congiuntivi, ormai giunti - con mio grande rammarico - alla
deriva del lessico. Ma torniamo al dunque, vediamo cosa è il buonismo
oggi.
Secondo il Garzanti:
Deriv. di buono
Definizione: s. m. nell'uso giornalistico,
l'atteggiamento di chi in politica privilegia una condotta di collaborazione
piuttosto che di scontro con gli avversari
Secondo l'Hoepli:
Deriv. di buono
Definizione: POLIT, spreg. Che, chi usa e
abusa di buonismo, ostentandolo in ogni circostanza | Che, chi fa ostentazione
di buoni sentimenti
Si può notare, dall'evolversi delle definizioni,
come questo neologismo abbia perso il suo originario valore, in favore di un
significato più ironico e spregiativo. Oggi, infatti, in questa parola ha preso
il sopravvento la valenza del "troppo" e, si sa, "quando il
troppo è troppo, stroppia", tanto che il buonismo ad oggi è così
commentato: esprimere comprensione e disponibilità ad oltranza, è una forma
narcisistica della bontà che inquina il carattere.
Che dire, sinceramente non mi stupisce questo
radicale cambio di significato, in fondo questa parola appartiene, o meglio
apparteneva, strettamente al contesto politico e giornalistico, dove di spazio
per il buonismo (quello vero, intendo) non c'è n'è poi molto e mai ce n'è
stato, neppure al tempo di quando la politica si faceva per davvero, e stiamo
parlando dei giorni del Macchiavelli per intenderci. Allora, infatti, non ci
avevano pensato neppure di striscio a coniare una parola con questo significato
all'interno dell'ambito politico: è un'invenzione tutta nostra.
Per di più, personalmente, non saprei se valga la
pena combattere una lotta per un ritorno alle origini: sono convinta, infatti,
che la lingua segua l'evoluzione di una società e che questa variazione di
significato, in particolare, sia un sintomo chiaro, quantomai triste, della
nostra cultura. Sarebbe come voler coniare un neologismo particolarmente
libertario in funzione di uno zoo: impossibile, in breve assumerebbe un
significato ironico e spregiativo, proprio come nel caso del nostro povero
buonismo.
Tanté nei miei giorni ho troppo spesso incontrato buonisti contemporanei, e troppo poco buonisti autentici: per questo non do troppo peso a questo significato, preferisco prendere le cose e le persone per quelle che sono, nei fatti e nei loro gesti. Me compresa.
Tanté nei miei giorni ho troppo spesso incontrato buonisti contemporanei, e troppo poco buonisti autentici: per questo non do troppo peso a questo significato, preferisco prendere le cose e le persone per quelle che sono, nei fatti e nei loro gesti. Me compresa.
Ma eccoci arrivati al momento della ricetta!
Scrivendo di buonismo e pensando alla lotta contro lo sfruttamento dei più
deboli, dove il buonismo autentico è un'arma meravigliosa, ho deciso di
condividere con voi una preparazione semplice e gustosa, perfetta per invitare
a cena gli amici, i vicini di casa, i colleghi o chi preferite, e regalar loro
un momento autentico in cui non pensare troppo al significato delle parole, ma
ritornare alla profondità dei gesti e della condivisione. Ecco.
Ingredienti
1 panetto di tempeh bio (autoprodotto!)
1 limone bio
1 foglia di alloro
1 presa di timo
1 presa di maggiorana
1 presa di origano
1 presa di rosmarino
1 presa di prezzemolo
1 presa di curcuma
1 bicchiere di farina integrale
1 bicchiere di farina di mais
tamari q.b.
olio evo q.b.
sale integrale di trapani e pepe in grani
Doverosa precisazione: tutte le erbe aromatiche
sono le nostre di quest'estate, raccolte, lavate, seccate e conservate
gelosamente!
Dunque, anzitutto tagliare il tempeh in
bastoncini regolari, facendo gli splendidi si potrebbe dire di scegliere un
taglio a Mignonnettes oppure a Pont-Neuf, ma a bastoncino direi che è più che
chiaro. Una volta pronto, metterlo a marinare con un trito finissimo di tutte
le erbe aromatiche, un giro di olio molto generoso, una spruzzata di tamari,
una di limone, una presa di curcuma ed una bella dose di scorza di limone
finemente tritata.
Lasciar riposare la marinata per più tempo
possibile, in questo caso sono passate circa quattro ore di riposo al
fresco.
Giunto il
momento di andare a tavola, scolare il tempeh dal liquido di vegetazione,
panarlo con un misto di farina integrale e farina di mais, quindi passarlo in
padella con poco olio sino a farlo ben dorare. Quando avrà raggiunto un
colorito brunito ed una consistenza croccante, irrorare con il liquido della
marinata, spadellare e servire con una spolverata di sale integrale e pepe
macinato al momento. Un successo!



Già il tempeh mi dà dipendenza, fatto così è un serio attentato al mio 'crudista dentro' ;-) E condito dalla disquisizione è proprio rilassante..Grazie infinite!
RispondiEliminaGrazie a te di aver apprezzato :*
EliminaEcchime!!! Il tempeh è BuonERRIMO, altro che buono o buonista!!
RispondiEliminaEvviva i buonERRIMI, abbasso tutti gli altri, olè! :)
Eliminafantastica la tua dissertazione! e quasi quasi mi fai amare anche il temphe così preparato...grazie infinite tesoro ♥
RispondiEliminaAddirittura fantastica?!? Mi sembrava di aver fatto un pompinazz* ahahah Sono felicia ti sia piaciuta! Ed il tempeh.. ma come può non piacerti?!?!!? O___o
Eliminaio lo odio il tempeh.....ecco.
Eliminadovrai farmelo amare tu.
e per il pompinazzo...grazie mi è piaciuto buahahahahahaha ^_^
che meraviglia: tutto!!!
RispondiEliminaquesto post è un piccolo cspolavoro, disquisizione dotta e riflessioni interessanti e un tempeh da urlo. per i pigri hai pubblicato la ricetta di autoproduzione? confesso che non ci ho mai pensato e l'ho mangiato davvero poche volte.
Cì n on l'ho ancora pubblicata, se vuoi però te la mando volentieri :*
Eliminaps: ma che piccolo capolavoro, addirittura? Grazie di cuore!
Grazie sei gentilissima :*
Eliminae sì a me è piciuto veramente tanto. :)
Elimina:*
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