martedì 23 ottobre 2012

Lo zucchero e l'amara verità

Eccoci di nuovo qui, alle prese con il dolce e crudele autunno, pronti a continuare con la nostra incostante e saltuaria rubrica "[ECO]pensieri ai fornelli: riflessioni sul pane quotidiano".



"E' un modo per far sembrare buone delle cose che non sono buone"
[Prof. Berrino, 2011, La Scuola della Salute] 

Potrei fermarmi a questa frase del professor Berrino per esprimere appieno la mia opinione al riguardo, ma - se così fosse - non avrebbe molto senso essermi seduta davanti al monitor, yannoh bollente alla mano, con l'intento di sfornare un altro delirio cibernetico per rimpolpare gli scritti degli [ECO]pensieri. 
Anche questa volta, perciò, se vorrete seguire il filo del discorso dovrete imbattervi in una lunga infilata di letterine Verdana, ma abbiate pietà di me: non sono uno scrittore, non garantisco senso compiuto e conseguente ammirazione. Buona lettura! 

All'Ikea mi prendono le crisi di panico, misto nervosismo e senso d'impotenza. Manco fossi chiamata a giudizio dinanzi all'altissimo creatore. E' che vivo l'esperienza del percorso guidato, degli scaffali furbescamente ben posizionati, del bar messo al punto giusto, del prodotto perfetto al momento perfetto nel punto perfetto, come una grande recita dove tu sei il protagonista involontario di un'attenzione morbosa ai tuoi desideri. Un grande fratello, fatto di Malm e Billy, da cui non puoi scappare, e pure quando riesci a farlo qualcosa in borsa il Dio Ikea è riuscito a fartecelo entrare. Maledetti.
C'è un solo momento in cui mi rilasso e sento che le mie facoltà intellettuali sono nel mentre di tornare se stesse: l'uscita. Ebbene sì, l'unica cosa che mi piace dell'Ikea è l'uscita. E non solo perché mi sento nuovamente padrona dei miei desideri e della mia volontà, no altrimenti questo sarebbe un blog intellettual-filosofico... io amo l'uscita dell'Ikea perché posso comprarci i crostini integrali svedesi, i rösti di patate e le conserve di mirtilli da mangiare col seitan! 
O almeno, amavo l'uscita dell'Ikea sino a ieri, da oggi non più. 
Arrivata alle casse del Grande Fratello Svedese, ieri, mi sono diretta come di consueto - se con consueto si possono definire le due volte l'anno in cui mi trovo li dentro - verso il bancone con gli alimentari, che a chiamarli alimentari - ora che ci penso - ci vuole il ben dell'intelletto. 
Presa ancora dal senso d'inquietudine dovuto al "percorso obbligato", avevo bisogno di rifarmi con qualche leccornia! Punto alle conserve: camemoro, sambuco&arance, lamponi, mirtilli e frutti rossi tutti. Poi ai Rösti di patate già pronti, ahi la comodità certe volte ti frega l'[ECO]intenzioni! Poi via verso il mondo dei farinacei: crostini normali, integrali, al cardamomo, pane croccante, pane di segale, preparato per pane. E ancora Crumble di rabarbaro, Cuori e Stelle di biscotto, Senapi e Salse di rafano. 
Che meraviglia, il primo pensiero. Aspetta un attimo, il secondo pensiero. Fammi leggere, il terzo pensiero. 
Cos'hanno in comune tutti questi prodotti? Lo zucchero. Ovunque ed a bizzeffe. L'avreste mai detto? A partire dal 62% di zucchero della confettura di mirtilli rossi, sì avete letto bene parliamo di 62gr di zucchero su 100gr di marmellata, per arrivare al non meglio identificato zucchero dei crostini e del pane, sì avete letto bene di nuovo zucchero nel pane, passando per l'inquietante e generica dicitura "zuccheri", con la "i" che potrebbe voler dire tutto ed il contrario di tutto.
Ma com'è che "l'uomo nella sua storia non ha mai mangiato zucchero" [prof. Berrino], ed ora mi propinano zucchero bianco pure nel pane? 
Ingenua! Oggi lo zucchero si trova davvero ovunque, non solo all'Ikea: piselli in scatola, pane, fette biscottate, latti vegetali, bevande a base di frutta e via così verso l'infinito ed oltre. E non certo perché faccia bene, piuttosto perché per far diventare gustoso qualcosa di pessima qualità, lo zucchero è davvero il miglior alleato. 
Senza contare poi che, lo zucchero, si mangia volentieri pure quando si è tanto sazi da sembrare dei grossi bigné farciti, perché più si mangia zucchero, più se ne mangerebbe. Così, senza fatica alcuna.
Eppure gli zuccheri, dicono, "sono alimenti indispensabili per la nostra alimentazione: rappresentano infatti un’importantissima fonte di energia prontamente disponibile per l’organismo... consentono il funzionamento del cervello e dei tessuti muscolari del corpo, e sono 'carburanti puliti' poiché la loro metabolizzazione non produce scorie residue". [cit.]
Sì certo, ma di quali zuccheri stiamo parlando? Saccarosio, glucosio libero, sciroppo di glucosio, fruttosio libero, destrosio, edulcoranti sintetici, aspartame, zucchero invertito, maltitolo: insomma, troppo facile dire che gli zuccheri sono il carburante del nostro motore senza dirmi quali sono e dove si trovano! Il passo da carburante a veleno è troppo breve per essere imprecisi.
Lo zucchero bianco, infatti, che è davvero presente in quasi tutti i prodotti industriali e che pare essere uno dei principali responsabili dei 35 milioni di morti l'anno per malattie come il diabete [The China Study, 2011, Macro Edizioni] o problemi cardiocircolatori, ha la pessima capacità di far aumentare troppo velocemente la glicemia, che - a sua volta - ha l'altrettanta pessima capacità di far aumentare di molto l’insulina, che - a sua volta (manco a farlo apposta) ha ancora l'altrettanta pessima capacità di ingabbiarci in obesità, stati di debolezza e predisposizione alle malattie, e che malattie.
Oggi, infatti, nel Mont Blanc globalizzato in cui viviamo, "Lo zucchero è molto lontano dall'essere soltanto un fornitore di calorie – hanno spiegato Robert Lustig, Laura Schmidt e Claire Brindis - al livello consumato in occidente cambia il metabolismo, alza la pressione, altera i segnali ormonali e causa danni significativi al fegato. I pericoli per la salute sono largamente simili a quelli che si hanno bevendo troppo alcol, che non a caso deriva proprio dalla distillazione dello zucchero". [cit.]
Siamo di fronte, quindi, ad un dolce veleno? La risposta, nella sua semplice ovvietà, io credo sia sotto gli occhi di noi tutti: gli unici zuccheri di cui abbiamo bisogno sono quelli naturalmente contenuti in ciò che mangiamo, dalla frutta ai carboidrati, passando per le verdure dolci e via così, senza nulla di più.

A voi l'amara sentenza.
se vi interessa l'argomento QUI e QUI trovate un paio di articoli interessanti 
e tanto che ci siamo QUI c'è un bel ripassino generale a cura del Prof. Berrino

13 commenti:

  1. Bellissimo post, io la penso come te!
    In più ti ringrazio per averlo scritto così che magari qualcuno leggendo possa capire!
    Buona giornata : )

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    1. Grazie Ialria! In effetti non avevo intenzione di scrivere un post didascalico, in fondo nella rete si trovano davvero tutte le info necessarie a trarre le proprie conclusioni. Ho prefetiro scrivere una riflessione lebera, più per dare uno spunto che altro. Spero di esserci riuscita! :D

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  2. brava Nicole, bel post sullo zucchero! proprio perchè ormai si trova in quasi tutti gli alimenti confezionati,io praticamente non ne compro più, vado di grandi quantità di frutta (quella autunnale poi è di una dolcezza assurda: cachi, uva, castagne), e dolci fatti in casa....e la differenza, in fatto di "papille gustative" e di salute si sente eccome!
    (P.s. quando vado all'Ikea io prendo quelle gallette super "ruvide", credo siano alla segale, e hanno pochissimi ingredienti).
    un bacione!

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    1. Sara Docet! :*

      ps: io, mi confesso, ho un pacchetto di mascobado in dispensa, la cui durata in casa mia varia dall'anno all'anno e mezzo :) Direi che non sono poi così cattivona :D

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  3. Haimè lo cacciano avunque, persino negli omogeneizzati dei neonati...è vergognoso!
    Io non sono una santa anche se in casa lo zucchero non lo tengo ma, sono consapevole almeno.

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  4. Uh Saretta, lungi da me essere santa :D Ogni tanto lo uso, ma davvero un pacco mi dura più di un anno, come il sale :)

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  5. concordo in pieno! ormai al super bypasso tutte le corsie fermandomi solo su frutta, verdura, farine, cereali e legumi, ma gli altri carrelli non sono comee i nostri ed il marketing lo sa...

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  6. Marta io faccio come te :) ma devo dire il vero: ogni tanto una schifezza me la mangio! Per me non è tanto il problema, per esempio, dei biscotti... cioè se compro i biscotti, lo so che son dolci. Vado fuori di testa perché mi trovo lo zucchero nei posti più improbabili... scegliere diventa un terno al lotto: mi fa arrabbiare! Per questo mi lascio le schifezze e il prodotto confezionato solo per rare occasioni, per tutto il resto ci sono frutta e verdure e l'autoproduzione :)

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  7. Ho trovato questo post molto interessante, conosco già l'amara verità ma ancora mi lascio tentare....
    ho appena ordinato on-line il libro di ricette di Cascina Rosa, coordinato da Marco Bianchi.... bisognerà che mi metta d'impegno per abolire lo zucchero. E ' che in casa mia sono tutti "zuccherosi"!! Bello quello post
    Un abbraccio
    Sandra

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    1. Ciao Sandra, sono felice che ti sia piaciuta la mia riflessione :) Questa del definirsi "zuccherosi" è proprio la cosa che meglio rappresenta ciò che mi colpisce di più delle nostre abitudini alimentari: senza rendercene conto ci educhiamo a sapori falsalti, disimparando il vero sapore delle cose.
      Per me è un fatto importante, per questo un pacco di zucchero e di sale me li faccio durare un anno :D
      Un sorriso!

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  8. Ho letto ieri sera il post e devo dirti che da quando ho cominciato a leggere tutte le etichette dei prodotti che compro, non mi lascio più abbindolare... Se un ingrediente ad esempio non lo conosco e non so cosa sia, lasciò il prodotto sullo scaffale dove l'ho trovato e passo oltre!
    Io all'ikea ci sono stata poche volte, non capisco come facciano certe persone a passarlo interi pomeriggi... Tr. Gente mi scoppia la testa!!!
    Ma torniamo allo zucchero, il vero veleno che sta uccidendo il mondo... È tremendo sapere che lo mettono ovunque ma proprio ovunque come conservante ed insaporitore!!!
    Possibile che pure nei piselli e mais che sono naturalmente dolci???? O___O
    Meglio autoprodurre ma quando si è' di fretta di ha proprio voglia di qualcosa di buono seppur confezionato ma non pieno di zuccheri e ingredienti da far schifo >_<

    Camiria

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  9. Dimenticavo, uso lo zucchero di canna... Lo uso per alcuni dolci, quello che faccio ma x il resto non lo aggiungo ne per fare il pane o altre preparazioni naturalmente salate ;)
    Camiria - una V nel piatto

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  10. Cami Docet :) Hai compreso in pieno il mio punto di vista, anche io la ragiono così! ps: all'ikea come sport settimanale... pazzi O____o

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